Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Scambio di Coppia > La Farmacia del Paese
Scambio di Coppia

La Farmacia del Paese


di Membro VIP di Annunci69.it Victor69
18.10.2026    |    2.312    |    3 9.5
"Ornella urlò, si contorse, affondò le dita nei capelli biondi di Anna, e venne con un urlo che riempì il salotto..."
Il Bancone e le Fantasie
Il paese era uno di quelli della provincia di Milano, a metà strada tra la città e la campagna, con la chiesa al centro, il bar con i vecchi che giocavano a carte, e la farmacia in fondo alla piazza, con l'insegna verde che si accendeva al tramonto. Claudio e Ornella la gestivano da trent'anni, e la conoscevano come le loro tasche: gli scaffali con i farmaci, il bancone di legno consumato, il profumo di disinfettante e di carta. Lui, sessant'anni, capelli grigi radi, occhi chiari, un fisico ancora asciutto, era il farmacista serio e disponibile. Lei, cinquantotto anni, capelli castani corti, un viso che il tempo aveva reso più interessante, con gli occhi scuri e attenti, era la farmacista che sapeva ascoltare. E ascoltavano tanto. Perché in un paese, la farmacia era il confessionale: la gente entrava per comprare un antibiotico, ma finiva per raccontare la propria vita. E Claudio e Ornella, dietro il bancone, ascoltavano, annuivano, e a volte, quando la giornata era lenta e il negozio vuoto, si guardavano e volavano con la fantasia.

Era un martedì pomeriggio, uno di quei pomeriggi di inizio autunno in cui il paese sembrava addormentato. La farmacia era vuota, e Ornella riordinava gli scaffali, con la radio che suonava musica leggera a basso volume. Claudio era al bancone, con un catalogo in mano, quando la porta si aprì. Entrò una signora, circa cinquant'anni, ben curata, con un tailleur elegante e i capelli biondi raccolti in una crocchia. Non era del paese, o almeno Ornella non l'aveva mai vista. La signora si avvicinò al bancone, e per un momento esitò, con un'aria imbarazzata. Poi parlò, a voce bassa. Buongiorno. Cerco... una crema. Claudio la guardò, con un sorriso professionale. Certo. Che tipo di crema? La signora arrossì, e guardò verso la porta, come per assicurarsi che nessuno entrasse. Poi parlò, con un filo di voce. Una crema lubrificante. Per... per il sesso. Claudio annuì, senza battere ciglio. Abbiamo diverse opzioni, disse. A base d'acqua, a base di silicone. Dipende dall'uso. La signora esitò, e poi parlò, con un tono che era insieme imbarazzato e sincero. Mio marito... ha un problema. È molto... dotato. E quando facciamo l'amore, soprattutto... nel secondo posto, diciamo così, c'è un po' di attrito. Vorrei evitare di stressare entrambi i buchi. Claudio rimase in silenzio per un momento, e sentì Ornella che si era fermata, con gli scaffali a metà. Poi parlò, con calma. Capisco. In quel caso, le consiglio una crema a base di silicone, che dura più a lungo e riduce l'attrito. La signora annuì, con un sospiro di sollievo. Grazie, disse. E poi, come se si fosse liberata di un peso, aggiunse: Sa, non è facile. Mio marito è un uomo meraviglioso, ma è... impegnativo. Io lo amo, ma a volte vorrei che fosse un po' più... normale. Claudio sorrise, e le porse la crema. Questa la aiuterà, disse. E se ha bisogno di altro, non esiti a chiedere. La signora pagò, e uscì, con un'ultima occhiata verso il bancone. La porta si chiuse, e per un momento ci fu un silenzio. Poi Ornella si avvicinò a Claudio, e lo guardò. Hai sentito? sussurrò. Claudio annuì. Sì, disse. E? Ornella sorrise, un sorriso che Claudio conosceva bene. E niente, disse. Solo che... mi ha fatto venire in mente certe cose. Claudio la guardò, e sentì un brivido. Che cose? Ornella si avvicinò, e gli posò una mano sul braccio. Che noi, forse, non abbiamo mai provato abbastanza. Claudio rimase in silenzio, e sentì il cuore che batteva più forte. E poi disse: Cosa vuoi dire? Ornella lo guardò, con gli occhi che brillavano. Voglio dire, disse, che siamo sposati da trent'anni. E che ci amiamo. Ma che forse, a volte, ci manca qualcosa. Claudio non disse nulla, ma sentì la mano di Ornella che scendeva lungo il braccio, fino a posarsi sulla sua cintura. E poi, con un filo di voce, disse: E tu cosa vorresti? Ornella sorrise, e si chinò verso di lui, con la bocca vicina al suo orecchio. Vorrei provare qualcosa di nuovo, sussurrò. Vorrei che tu mi facessi sentire come quella signora. Vorrei che tu fossi... più audace. Claudio sentì un brivido lungo la schiena, e per un momento non disse nulla. Poi parlò, con voce roca. E se ti dicessi che anche a me piacerebbe? Ornella lo guardò, e i loro occhi si incontrarono. E allora, disse, perché non lo facciamo? Claudio guardò verso la porta, e poi verso la vetrina. Siamo in farmacia, disse. E allora? disse Ornella. Chiudiamo. Claudio esitò, ma poi sorrise. E chiuse la saracinesca, e spense le luci. E si voltò verso Ornella, che era già in piedi davanti al bancone, con gli occhi che brillavano nel buio.

Si baciarono con una passione che non sentivano da anni, con le mani che si esploravano, che si spogliavano, che si cercavano. Ornella si sdraiò sul bancone di legno, con i piedi appoggiati sul bordo, e Claudio si inginocchiò davanti a lei, e le aprì le gambe. Le sollevò la gonna, le sfilò le mutandine, e si chinò sulla sua figa. Non cominciò subito a leccarla. Prima la guardò, la studiò, con gli occhi che esploravano ogni piega, ogni angolo. Poi cominciò a leccarla, con una lentezza che faceva impazzire, con la lingua che si muoveva in cerchi lenti, precisi, che la portavano al limite senza mai farla cadere. Ornella urlò, si contorse, affondò le dita nei capelli grigi di Claudio, e venne con un urlo che riempì la farmacia. Poi Claudio si alzò, e si sdraiò sul bancone, tirando Ornella sopra di sé. Sali, disse. Ornella si mise a cavalcioni, e Claudio la guidò dentro di sé, con il suo cazzo duro che la penetrava lentamente. Ornella gemette, cominciò a muoversi, e sentì le mani di Claudio che le accarezzavano i fianchi, che la guidavano, che la facevano impazzire. Poi Claudio si alzò, la fece girare, e la piegò sul bancone, con il culo sollevato. E la penetrò da dietro, con un movimento lento, profondo, che la riempì completamente. Ornella urlò, si contorse, e sentì il cazzo di Claudio che la scopava, che la riempiva, che la faceva impazzire. E poi venne, con un urlo che riempì la stanza, mentre Claudio la riempiva di sperma caldo. Si accasciarono sul bancone, sudati, esausti, felici. E rimasero lì, abbracciati, senza dire nulla. Poi Ornella parlò, con un filo di voce. Quella signora, disse. Con il marito dotato. Claudio annuì. Sì, disse. Ornella sorrise, e lo guardò. Chissà come si sente, disse. Ad avere un uomo così. Claudio la guardò, e per un momento ci fu un silenzio. Poi disse: Vuoi scoprirlo? Ornella lo guardò, sorpresa. Cosa vuoi dire? Claudio sorrise, e si alzò, andando verso il telefono. Ho il suo numero, disse. L'ha lasciato per la fattura. Ornella lo guardò, con gli occhi spalancati. Non puoi, disse. Claudio la guardò, e sorrise. Posso, disse. E lo faccio. E compose il numero, e aspettò. E quando la signora rispose, disse: Signora, sono Claudio, della farmacia. Ho pensato a quello che mi ha detto. E ho una proposta da farle.

Passarono tre giorni. Claudio non aveva più chiamato la signora, e Ornella non aveva osato chiedere. Ma entrambi pensavano a lei, alla sua voce, alle sue parole. E poi, il venerdì pomeriggio, la porta della farmacia si aprì, e lei entrò. Era ancora più elegante di quella volta, con un vestito scuro che le arrivava al ginocchio, una collana di perle e i capelli perfettamente raccolti. Si avvicinò al bancone, e sorrise, ma c'era qualcosa di teso nel suo sguardo. Buongiorno, disse. Claudio le sorrise, e sentì Ornella che si avvicinava, restando un passo indietro. Buongiorno, signora, disse Claudio. Come posso aiutarla? La signora esitò, e guardò verso la porta, come per assicurarsi che nessuno ascoltasse. Poi parlò, a voce bassa. È per quella crema, disse. Ha funzionato, ma... vorrei un'altra confezione. Claudio annuì, e andò a prendere la crema dallo scaffale. La posò sul bancone, e per un momento ci fu un silenzio. Poi Ornella fece un passo avanti, e parlò. Signora, posso chiederle una cosa? La signora la guardò, con un'espressione cauta. Certo. Ornella prese un respiro, e parlò. Io e mio marito... abbiamo sentito quello che ci ha detto l'altro giorno. E siamo rimasti... incuriositi. La signora arrossì, e abbassò lo sguardo. Non so di cosa stia parlando, disse. Ornella sorrise, ma non indietreggiò. Credo di sì, disse. E credo che anche lei sia curiosa. La signora rimase in silenzio, e per un momento nessuno parlò. Poi alzò lo sguardo, e guardò Ornella dritta negli occhi. E cosa vorrebbe sapere? Ornella sorrise, e si avvicinò, appoggiando le mani sul bancone. Vorrei sapere, disse, come ci si sente. Con un uomo così. La signora la guardò, e per un momento ci fu una scintilla, una tensione che riempì l'aria. Poi parlò, con voce più sicura. Non è facile da spiegare, disse. Ma è... intenso. A volte doloroso. Ma anche meraviglioso. Ornella annuì, e poi disse: E se le proponessimo una cena? Io, mio marito, lei e suo marito. Una cena a casa nostra. Per conoscerci meglio. La signora la guardò, sorpresa. Una cena? Sì, disse Ornella. Una cena. E se durante la cena... si parlasse di quello. La signora esitò, e per un momento sembrò sul punto di rifiutare. Ma poi sorrise, un sorriso che era insieme timido e audace. Va bene, disse. Ma solo se mio marito è d'accordo. Ornella annuì. Certo, disse. Le diamo il nostro numero. E lei ci faccia sapere. La signora prese il biglietto con il numero, e uscì, con un'ultima occhiata verso il bancone. La porta si chiuse, e per un momento ci fu un silenzio. Poi Claudio guardò Ornella, e sorrise. Sei una pazza, disse. Ornella sorrise, e gli prese la mano. Lo so, disse. Ma non vedo l'ora.

Passò una settimana. E poi, un martedì sera, il telefono squillò. Ornella rispose, e sentì la voce della signora. Siamo d'accordo, disse. Sabato sera. A casa vostra. Ornella sentì il cuore che batteva forte. Perfetto, disse. Vi aspettiamo. E riattaccò, e guardò Claudio, che la guardava con un'espressione interrogativa. Sabato, disse. Vengono. Claudio annuì, e per un momento ci fu un silenzio. Poi disse: E adesso cosa facciamo? Ornella sorrise, e si avvicinò a lui. Adesso, disse, prepariamo la cena. E poi, vedremo.

Il sabato sera, la casa di Claudio e Ornella era in ordine: la tavola apparecchiata con cura, le candele accese, il profumo di arrosto che riempiva l'aria. Ornella indossava un vestito rosso scuro, scollato, con i capelli sciolti. Claudio aveva una camicia scura e un paio di pantaloni eleganti. Alle otto e mezza, il campanello suonò. Ornella andò ad aprire, e si trovò davanti la signora, che sorrideva, con un uomo accanto a lei. Era alto, molto alto, con le spalle larghe, i capelli scuri e un viso che non dimostrava i suoi cinquant'anni. Indossava una giacca elegante, e aveva un'aria sicura, ma non arrogante. Piacere, disse, tendendo la mano. Sono Sergio. E lei deve essere Ornella. Ornella strinse la sua mano, e sentì una scossa, un calore che la sorprese. Piacere, disse. E questo è mio marito, Claudio. Claudio si avvicinò, e strinse la mano a Sergio. Si guardarono, e per un momento ci fu una tensione palpabile. Poi Ornella disse: Entrate, prego. La cena è pronta.

Si sedettero a tavola, e per un po' parlarono di cose banali: del paese, del lavoro, del tempo. La signora, che si chiamava Anna, era una donna intelligente e spiritosa, e Sergio era un uomo di poche parole, ma con una presenza che riempiva la stanza. Ornella lo guardava, e sentiva un desiderio che non provava da anni. E quando i loro occhi si incontravano, lei sentiva un brivido lungo la schiena. Dopo il secondo piatto, il vino aveva sciolto le lingue, e la conversazione si fece più intima. Anna parlò del suo matrimonio, di come lei e Sergio si fossero conosciuti, e di come, nonostante gli anni, il desiderio non fosse mai diminuito. Ma, disse, a volte è difficile. Lui è molto dotato, e non sempre è facile. Soprattutto... nel secondo posto. Ornella la guardò, e sentì il cuore che batteva più forte. E lei, disse, ci riesce? Anna sorrise, con un'espressione tra il timido e l'audace. Qualche volta, disse. Ma spesso fa male. E io non riesco a godere come vorrei. Ornella annuì, e per un momento ci fu un silenzio. Poi disse: E se le dicessi che mio marito... è più normale? Anna la guardò, e i suoi occhi brillarono. Più normale? Sì, disse Ornella. Non è enorme, ma sa come usarlo. E sa come far godere una donna. Anna sorrise, e guardò Claudio, che arrossì leggermente. E poi guardò Sergio, che annuì, con un sorriso. E allora, disse Anna, perché non passiamo in salotto? È più comodo.

Si alzarono, e si spostarono in salotto, dove il divano era ampio e le luci erano basse. Ornella si sedette, e Anna si sedette accanto a lei. Claudio e Sergio si sedettero di fronte, con un bicchiere di vino in mano. Per un momento, nessuno parlò. Poi Anna si avvicinò a Ornella, e le posò una mano sulla guancia. Sei bellissima, disse. Ornella sorrise, e la baciò. Un bacio lento, profondo, che sapeva di vino e di desiderio. Le loro lingue si esplorarono, e Ornella sentì le mani di Anna che le accarezzavano la schiena, che le sbottonavano il vestito, che la spogliavano con una calma che la faceva impazzire. In pochi istanti, Ornella era nuda, con i seni pieni che puntavano dritti verso Anna, e il suo corpo che tremava di desiderio. Anna si inginocchiò davanti a lei, le aprì le gambe, e si chinò sulla sua figa. Non cominciò subito a leccarla. Prima la guardò, la studiò, con gli occhi che esploravano ogni piega, ogni angolo. Poi cominciò a leccarla, con una lentezza che faceva impazzire, con la lingua che si muoveva in cerchi lenti, precisi, che la portavano al limite senza mai farla cadere. Ornella urlò, si contorse, affondò le dita nei capelli biondi di Anna, e venne con un urlo che riempì il salotto. Poi Anna si alzò, e si sdraiò sul divano, tirando Ornella sopra di sé. Vieni qui, disse. Ornella si mise a cavalcioni sul suo viso, e Anna cominciò a leccarla di nuovo, mentre con le mani le accarezzava i seni, i fianchi, il culo. Ornella gemette, si contorse, e venne di nuovo, con un urlo che riempì la stanza. Poi si scambiarono: Ornella si sdraiò sul divano, e Anna si mise a cavalcioni sul suo viso, offrendole la sua figa bagnata. Ornella cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava ogni piega, ogni angolo, e Anna gemette, si contorse, e venne con un urlo che riempì il salotto.

Ma non era finita. Claudio e Sergio si guardarono, e poi si avvicinarono al divano. Sergio si inginocchiò davanti a Ornella, e cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava la sua figa, che la portava al limite. Ornella urlò, si contorse, e sentì le mani di Claudio che le accarezzavano i seni, mentre Sergio la leccava. Poi Sergio si alzò, e si mise dietro di lei. Ornella era a quattro zampe sul divano, con il culo sollevato, e sentì le mani di Sergio che le aprivano le natiche. Sentì la punta del suo cazzo che premeva contro il suo buco, e un brivido la attraversò. Era enorme, molto più grande di quello di Claudio, e Ornella sentì il cuore che batteva all'impazzata. Sergio cominciò a spingere, lentamente, e Ornella sentì la testa del suo cazzo che entrava, che la riempiva, che la allargava. Gemette, e affondò le dita nel cuscino. Sergio continuò a spingere, e Ornella sentì ogni centimetro che entrava in lei, che la riempiva completamente. Era un dolore che si mescolava al piacere, una sensazione che non aveva mai provato prima. E quando Sergio fu completamente dentro di lei, Ornella sentì un'ondata di piacere che la travolse. Cominciò a muoversi, e Sergio la seguì, con un ritmo lento, profondo, che la faceva impazzire. Ornella urlò, si contorse, e sentì il cazzo di Sergio che la sfondava, che la riempiva, che la faceva godere come non aveva mai goduto. E mentre Sergio la scopava nel culo, Claudio si avvicinò a Anna, e cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava la sua figa, che la portava al limite. Anna urlò, si contorse, e sentì le mani di Sergio che le accarezzavano i seni, mentre Claudio la leccava. Poi Claudio si alzò, e la penetrò, con un movimento lento, profondo. Anna gemette, e sentì il cazzo di Claudio che la riempiva, che la faceva impazzire. Era più piccolo di quello di Sergio, ma sapeva come usarlo, e Anna sentì finalmente un piacere che non provava da anni. Claudio cominciò a muoversi, con un ritmo perfetto, e Anna sentì l'orgasmo che saliva, che la travolgeva, e venne con un urlo che riempì il salotto. E così, i quattro corpi si muovevano in un intreccio di carne, di sudore, di sesso, senza mai fermarsi, senza mai saziarsi. Ornella venne infinite volte, con il cazzo di Sergio che la sfondava nel culo, e Anna venne infinite volte, con il cazzo di Claudio che la riempiva nella figa. E quando l'alba filtrò attraverso le tende, erano ancora lì. Intrecciati sul divano. Sudati. Esausti. Felici. Ornella sussurrò che non si era mai sentita così. Così desiderata. Così amata. Claudio disse che nemmeno lui. Ma che ora lo sapeva. E che non voleva più fermarsi. Anna sorrise. Disse che la porta di casa sua sarebbe stata sempre aperta. E che il vino, quello buono, sarebbe stato sempre pronto.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Farmacia del Paese:

Altri Racconti Erotici in Scambio di Coppia:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni